Valutazione osteopatica: che cos'è e quando serve
Scopriamo cos'è la valutazione osteopatica
Di solito, quando ci si rivolge per la prima volta a un osteopata, lo si fa a causa del dolore, che sia alla spalla, al braccio, all’anca, al ginocchio o ancora alla colonna vertebrale. Non solo: anche chi ha problemi di postura, o coloro che hanno subito una frattura o un infortunio spesso si rivolgono a questa figura. La valutazione osteopatica può riguardare chiunque decida di voler migliorare il proprio stato di salute generale, in ottica preventiva, ma anche per incrementare le proprie performance fisiche. Tramite la valutazione osteopatica possiamo esaminare la persona nella sua totalità: si tratta di un momento fondamentale per lo specialista, che può in questo modo trovare il trattamento più adeguato alla condizione che al paziente causa dolore. Questa valutazione è molto utile per tante e diverse problematiche, eccone alcune:
- patologie della schiena
- problemi cervicali
- posture errate
- vertigini
- bruxismo
- problemi articolari o muscolari
- alterazioni funzionali causate da stitichezza, gastropatie, gastriti ricorrenti
- performance sportive da migliorare
- cicatrici
- posture psicosomatiche
Si parte sempre dall’anamnesi per verificare o escludere le ipotesi diagnostiche proposte in quel momento. L'osteopata valuta la posizione statica del corpo del paziente: l’atteggiamento del capo e del collo, della colonna vertebrale, del bacino, degli arti superiori e inferiori, per riscontrare la presenza di eventuali asimmetrie o cambiamenti strutturali. Dopo l’osservazione della posizione statica dei diversi segmenti corporei, l'osteopata passa a verificare l’armonia del movimento in tutte le aree dove il paziente prova dolore, guardando anche le zone a esso collegate. Possono essere eseguiti anche alcuni test specifici durante i quali viene chiesto al paziente di fare determinati movimenti, in modo da rendere chiaro quali siano le aree lese o con particolari difficoltà nel movimento. Una volta conclusa questa parte, si passa all’elaborazione di un piano di trattamento appropriato. Non esiste un limite minimo o massimo di trattamenti che possono essere eseguiti durante una seduta di osteopatia e non si può sapere a priori quante sedute saranno necessarie per sentirsi meglio, ma le valutazioni vengono rinnovate all'inizio di ogni seduta successiva. Di solito, si inizia con un primo momento terapeutico in cui vengono proposte delle sedute ravvicinate, per poi diventare sempre più distanti l’una dall’altra.
Presso il Centro Medico Medora si occupa della parte osteopatica (anche neonatale) l'osteopata Filippo Bordoni.